La cosa migliore, prima della partita, è senza dubbio fare un pasto principale leggero 90 minuti prima e, in seguito, continuare a fare piccoli spuntini fino all'ingresso in campo.
La composizione del pasto principale può variare dalle capacità di digestione della persona, ma bisogna ricordare che le proteine, i grassi e le fibre, in questo specifico momento, dal punto di vista nutrizionale, non sono necessari.
Anzi, rallentano la digestione.
Tuttavia, aggiungere verdure, un po' di olio o un condimento proteico magro potrebbe rendere il pasto appetibile.
Inoltre, se l'entrata in campo fosse più tardi del solito, questi nutrienti potrebbero dilazionare di più la disponibilità di glucosio nel tempo.
Nel pratico, un piatto di pasta o riso, condito con solo un filo d'olio, o con della passata di pomodoro, può essere il pasto principale ideale.
Aggiungendo del tonno o della ricotta, e delle verdure, si avrà una digestione più lenta e dilazionata.
Gli spuntini a venire, che ricordiamo essere fondamentali soprattutto quando l'atleta non entra subito in campo, potrebbero essere costituiti - oltre che dalla stessa bevanda isotonica, che apporta zuccheri - da semplici gallette o fette biscottate.
L'atleta è ben idratato se, prima della partita, già sente il bisogno di urinare.
I liquidi servono per rimanere idratati, contrastando la sudorazione.
Oltre ad essere più assorbibili da fresche, queste andrebbero sorseggiate a partire da prima dello sforzo, non solo durante.