Nella programmazione dell’allenamento il tapering, termine inglese che indica il periodo di scarico, è collocato immediatamente prima della competizione principale e riveste un ruolo cruciale.
Durante il tapering il carico di allenamento viene ridotto con lo scopo di favorire gli adattamenti fisiologici e psicologici per raggiungere il picco di performance.
Il carico di allenamento è costituito da volume, intensità e frequenza.
Durante il tapering, la riduzione del carico si ottiene con la modificazione di uno o più di questi parametri e deve essere ben ragionata per facilitare il recupero psicofisico dell’atleta, senza che questo provochi un dis-allenamento.
Lo scopo è, quindi, smaltire la fatica accumulata cosicché i miglioramenti fisici possano aver luogo, portando l’atleta al picco di performance.
L’intensità è il parametro fondamentale del tapering e grazie ad essa derivano i maggiori adattamenti.
Per quanto riguarda il volume, sembra che il miglioramento delle performance maggiore si abbia con una diminuzione dello stesso compresa tra il 41% e il 60%.
In ogni caso, non è possibile sancire una durata dello scarico di validità universale, poichè ci sono grandi variabilità individuali per gli adattamenti sia a livello psicologico che fisiologico.
La tipologia di tapering maggiormente impiegata dagli allenatori è la riduzione lineare del carico di allenamento, mentre la riduzione esponenziale è la meno utilizzata, nonostante la letteratura scientifica la indica come la più efficace.
Nel periodo di scarico il parametro che viene ridotto nella maggior parte dei casi è il volume.
La durata del periodo di scarico, invece, non può essere ben definita e varia in modo molto soggettivo.
In linea di massima gli sport di resistenza necessitano di un minore periodo di recupero, di conseguenza la fase di scarico pre-gara sarà più breve rispetto agli sport in cui la componente esplosiva è prevalente.