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Cosa fare con i colleghi?

Monica Basile
Monica Basile
2025-08-16 02:15:06
Numero di risposte : 29
0
Cerca la sorgente del nervosismo Mantieni il self-control Osserva Scopri la molla Non combattere il fuoco con il fuoco Parla con gli altri colleghi Cerca il dialogo uno a uno Prova risolvere quel che non va Scegli una forma di comunicazione non aggressiva Aspetta
Valdo Pagano
Valdo Pagano
2025-08-07 04:55:50
Numero di risposte : 29
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Imparare ad ascoltare è una regola fondamentale, spesso mostrare interesse per quello che i colleghi raccontano o prestare attenzione ai loro punti i vista è un ottimo metodo per migliorare la collaborazione. Un contesto piacevole per socializzare con i colleghi è l’ora della pausa, invece di trascorrerla nel parlare di lavoro, può essere interessante usufruirne per conoscersi, per scoprire le particolarità di ognuno e successivamente affrontare i rapporti di lavoro con la giusta strategia. Oggi, in molti ambienti professionali è necessario lavorare in team, cercare di instaurare una relazione piacevole e vivace, anche quando non tutti i soggetti del gruppo si dimostrano ben disposti. Rispettare il modo di essere, gli spazi, i tempi e le opinioni dell’altro è un implicito punto di partenza per ottenere un risultato reciproco. Nonostante tutte le buone intenzioni, non è raro che in un ambiente di lavoro nascano incomprensioni e conflitti. Qualunque sia la causa e la natura, è importantissimo affrontarli subito e direttamente, evitando di ignorarli e soprattutto di creare pettegolezzi.

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Lucrezia Giuliani
Lucrezia Giuliani
2025-07-30 16:40:34
Numero di risposte : 24
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Possiamo cominciare con l’analizzare la singola circostanza per poi decidere come comportarci. Partiamo dal presupposto che, come dicono le prime due regole della comunicazione umana: Non si può non comunicare, perché qualsiasi comportamento comunica qualcosa, il silenzio stesso è una forma di interazione che veicola un significato. In sostanza è importante cosa diciamo e anche come lo diciamo: ad esempio a qualcuno che mi interrompe mentre sto lavorando, posso dire con tono spazientito “Non mi disturbare!” oppure con tono gentile “Sto finendo un lavoro, possiamo parlarne dopo?”. Il segreto sta nella possibilità di scegliere a quale dei due stimoli rispondere, se a quello esplicito e manifesto o a quello “ulteriore” e latente: da questa scelta dipenderà l’esito della nostra interazione. Posso reputare ad esempio che è proprio necessario fare in modo che un collega faccia una certa cosa, allora nell’esempio sopra citato “Devo andare in classe, ora non posso darti ascolto”, risponderò: “Invece dovresti farlo, perché è proprio necessario che …”, tralasciando in tal modo il fatto che è stato sgarbato. Posso invece scegliere che voglio avere una discussione con lui affinché la smetta di evitarmi o rispondermi male, allora risponderò al messaggio ulteriore, esplicitando quello che sta accadendo tra noi: “Non capisco perché sei così brusco con me, ti prego di cambiare atteggiamento!” Qualunque sia l’alternativa comportamentale che sceglieremo, è sempre buona cosa rimanere in contatto con il proprio sentire ed essere fedeli alla propria natura.
Raffaele Montanari
Raffaele Montanari
2025-07-26 16:56:44
Numero di risposte : 27
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Se il collega scansafatiche non lavora a stretto contatto con voi non è implicato nelle vostre attività quotidiane e quindi si può soprassedere, ma se invece le vostre attività sono strettamente interconnesse si deve, per prima cosa, invitarlo a “darsi una mossa” e se il messaggio non dovesse essere recepito farlo presente ai propri superiori. Risposte ironiche e momenti in cui si prova a stemperare la tensione, bisogna trovare un equilibrio tra situazioni in cui si lascia correre ad altre che si fa capire chiaramente quale è il giusto approccio per essere un buon compagno di scrivania. Evitarli con gentilezza utilizzando qualche scusante lavorativa è la soluzione. Mostrate attenzione fredda e limitata a quello che dicono. Mantenersi riservati ed evasivi se questo diventa troppo curioso cercando di indagare nella tua vita privata può essere un buon metodo. Un buon collega è quello che sa quando è il momento di dare la precedenza agli altri e quando è giusto imporsi per difendere il suo diritto di utilizzare una risorsa Il rispetto è un atto dovuto. Bisogna rispettare l’opinione altrui e meditare su cosa si possa migliorare. Il collega potrebbe stupirci: rispettiamolo. Questa è la chiave per il lavoro in team, una sana abitudine che però deve limitarsi e non sforare nella voglia di imporsi sul collega. Bisogna trovare il giusto equilibrio customizzato per l’ufficio stesso. Osserva i tuoi colleghi: a ognuno può capitare un giorno nero. Stagli vicino ascoltandolo e confortandolo nei modi adeguati è il massimo che uno potrebbe desiderare. Tutti sbagliano quindi il buon collega è una persona comprensiva. Se non vuoi farlo per l’altro fallo per te stesso: un collega umiliato non aspetterà altro che un tuo passo falso per restituire il favore. Predisporsi proattivamente a ciò che ti comunica il collega aiuta a stabilire le basi per una comunicazione efficiente e produttiva. Questo sia in ambito lavorativo che per quanto riguardo i rapporti sociali. Stare in silenzio non aiuta le situazioni di conflitto ma può solo aiutare a farle degenerare. Un buon collega è colui che sa aprirsi e cercare un confronto senza alzare i toni. Si può sempre imparare da chi ti circonda! Predisposti in una condizione di apprendimento è il modo più intelligente e proficuo di rapportarsi con il collega. Ordine e pulizia aiutano a rendere l’ufficio un luogo confortevole e meno freddo. Quale altro ambiente può essere migliore per passarci ore e ore a settimana? Ai colleghi non è richiesto di gareggiare ma di collaborare per raggiungere un obiettivo comune: forza team work!

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Matilde Rossi
Matilde Rossi
2025-07-14 07:49:27
Numero di risposte : 33
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Eliminate i toni accusatori. Comunicate le conseguenze delle azioni. Discutete di persona o al telefono. Siate coincisi. Non lamentatevi. Non fatene una questione personale. Moderate il linguaggio e i toni. Stop ai pettegolezzi. Siate amichevoli. Mantenete la calma. Riconoscete il successo altrui.
Matilde Fabbri
Matilde Fabbri
2025-07-14 06:56:30
Numero di risposte : 28
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Trascorrere un po’ di tempo libero insieme ai nostri colleghi può aiutare lo spirito di squadra. Al di fuori dell’ambito lavorativo si possono cogliere aspetti caratteriali del collega che non emergono durante il lavoro. Si può scoprire di condividere passioni, gusti e opinioni. Con un’uscita tra colleghi possiamo gratificarci e ricaricare le batterie insieme per affrontare nuove sfide e progetti aziendali. Programmare una cena è un’idea di facile realizzazione che può soddisfare le esigenze di tutti. Possiamo anche decidere di provare qualche locale più insolito, tipo cucina etnica o regionale. Un’idea è quella di cercare un bel rifugio raggiungibile solo a piedi con un percorso accessibile a tutti i collega, così da unire un po’ di sana attività fisica alla convivialità del ristoro. Un evento culturale permette di stare insieme e di godere di un’ora distensiva, senza dover per forza intrattenersi in lunghi discorsi o cadere in confidenze eccessive. Un’idea è perciò quella di passare insieme una giornata in un centro benessere. In un ambiente rilassante e tranquillo possiamo anche scoprire che quel collega di solito nervoso è un gran simpaticone. Un’idea simpatica è organizzare un incontro ludico o sportivo, per riscoprire intese tra colleghi e lasciarci andare al puro divertimento. Possiamo decidere di organizzare una partita di beach volley o una gara di petanque.

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