:

Quali sono le cure innovative per il Parkinson?

Fabiano Negri
Fabiano Negri
2025-11-22 14:24:49
Numero di risposte : 32
0
La terapia bemdaneprocel (BRT-DA01) ha come obiettivo quello di ripopolare il cervello dei pazienti con neuroni sani, derivati da cellule staminali pluripotenti, ripristinando la funzione motoria e alleviando i sintomi. Per farlo prevede il trapianto chirurgico - all’interno del putamen (una delle aree cerebrali più colpite dal Parkinson) - di precursori dei neuroni dopaminergici, derivati appunto dalle staminali, in grado di attecchire e produrre nuova dopamina. I partecipanti del gruppo ad alto dosaggio hanno mostrato un incremento di 2,16 ore del tempo trascorso nello stato ‘on’ e una corrispondente diminuzione di 1,91 ore nello stato ‘off’. Anche i partecipanti a cui è stata somministrata una dose minore di bemdaneprocel hanno riscontrato dei benefici, seppur di minore entità: un aumento di 0,72 ore nello stato ‘on’ e una riduzione di 0,75 ore nello stato ‘off’. Sentirsi eccitati e pieni di speranza (come nel caso dei partecipanti a un trial clinico di questo tipo), infatti, potrebbe innescare nei pazienti un naturale rilascio di dopamina, con conseguente apparente miglioramento generale delle condizioni, anche in assenza di un effettivo ripopolamento cellulare. Le scansioni PET con 18F-DOPA – tecnica di neuroimaging utilizzata per valutare l’attività dopaminergica residua – hanno quasi completamente scongiurato il rischio di bias-placebo, evidenziando la presenza di un significativo attecchimento cellulare in entrambi i gruppi, ad alto e basso dosaggio.
Loretta Martino
Loretta Martino
2025-11-19 11:16:34
Numero di risposte : 29
0
Il farmaco a base di foslevodopa/foscarbidopa viene infuso per via sottocutanea e permette un maggior controllo dei sintomi. La somministrazione sottocutanea, infatti, presenta dei vantaggi per il paziente, poiché garantisce un controllo stabile dei sintomi, ed è particolarmente indicata per la malattia in fase avanzata con gravi fluttuazioni motorie poco controllabili con la terapia farmacologica orale. La levodopa è considerata tra i migliori farmaci per il trattamento di questa patologia, ma le fluttuazioni delle concentrazioni plasmatiche del farmaco con la terapia orale sono spesso associate a un controllo insoddisfacente dei sintomi motori e allo sviluppo di movimenti involontari. La tecnologia innovativa della foslevodopa/foscarbidopa ha permesso per la prima volta l’infusione di levodopa per via sottocutanea, e questa via di somministrazione consente di migliorare il tempo di “on” senza discinesie e di ridurre le fasi “off” diurne e notturne. Questa nuova strategia terapeutica potrà migliorare la qualità di vita dei pazienti con malattia di Parkinson.

Leggi anche

Come nutrire un malato di Parkinson?

Per le persone con Parkinson in terapia con levodopa, al fine di favorirne l’efficacia, è importante Leggi di più

Cosa non deve mangiare chi soffre di Parkinson?

Solamente se il malato si accorge che il cibo interferisce con l’efficacia della levodopa dovrà mode Leggi di più

Alessandro Grasso
Alessandro Grasso
2025-11-11 19:09:31
Numero di risposte : 35
0
La ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Annals of Neurology, ha esaminato i dati clinici di 301 pazienti affetti da malattia di Parkinson trattati con stimolazione cerebrale profonda e seguiti per quindici anni. La stimolazione cerebrale profonda prevede l’inserimento di elettrodi all’interno del cervello in grado di regolare il funzionamento di alcuni circuiti nervosi attraverso impulsi elettrici, migliorando i disturbi tipici della malattia di Parkinson. Si tratta di un intervento noto per il suo impatto positivo sui sintomi motori della malattia di Parkinson, ma fino ad ora, la comprensione di come i diversi sintomi rispondano al trattamento nel lungo termine è stata limitata. “Con il nostro studio – afferma il professor Antonio Suppa, coordinatore della ricerca – abbiamo scoperto che la bradicinesia e la rigidità, pur essendo entrambi sintomi motori, mostrano evoluzioni cliniche differenti dopo l’intervento di stimolazione cerebrale profonda. “La ricerca – conclude il dottor Alessandro Zampogna, primo autore dello studio – indica che una personalizzazione del trattamento, adattandolo alle caratteristiche del singolo paziente, potrebbe migliorare significativamente la qualità della vita dei malati. Per questo motivo le prossime ricerche punteranno proprio ad approfondire le modalità di stimolazione cerebrale profonda e, soprattutto, ad esplorare come le variazioni nei parametri di stimolazione possano influenzare diversamente i sintomi cardine della malattia.
Andrea Rizzi
Andrea Rizzi
2025-10-31 22:29:08
Numero di risposte : 25
0
La somministrazione sottocutanea di Duodopa rappresenta una delle innovazioni terapeutiche più promettenti per i pazienti affetti da Malattia di Parkinson in fase avanzata. La somministrazione sottocutanea di Duodopa rappresenta un'importante innovazione nel trattamento del Parkinson avanzato. La somministrazione avviene tramite un micro-cannula di pochissimi millimetri, posizionata nel tessuto adiposo che garantisce un rilascio costante del farmaco nelle 24 ore. L'infusione continua riduce le fluttuazioni motorie e il tempo "OFF", risultando particolarmente efficace anche nella gestione dei blocchi motori notturni.

Leggi anche

Come ridurre la rigidità nel Parkinson?

Quanto prima, dunque, va intrapreso un percorso di allenamento con degli esercizi fisici mirati e fa Leggi di più

In quali alimenti si trova la levodopa?

La maggior parte dei farmacologi e dei neurologi consigliano a coloro che assumono Levodopa di consu Leggi di più