Le teorie più accreditate parlano di almeno 80 chilometri a settimana per almeno 12 settimane di preparazione, cosa che porta i chilometri totali di allenamento a circa 1000.
Il numero ottimale di sedute settimanali è fissato a 5, di cui 3 specifiche e 2 di scarico.
Dobbiamo cioè imparare a correre bene a lungo, prima di tutto.
Per arrivare a 30 chilometri e oltre bisogna comunque procedere con gradualità.
Un calcolo empirico— Partiamo quindi da questi due punti fermi: allenamenti lunghi e molteplicità di stimoli.
Da qui costruiamo la settimana tipo e capiamo quanti chilometri correre.
Il lungo varierà da 25 a 35 chilometri circa, salvo casi isolati.
Se aggiungiamo il minimo di due allenamenti, avremo un allenamento combinato di ripetute lunghe e più corte, che conterà almeno 12-15 chilometri, e poi un progressivo leggero o un lento di 12-15 chilometri.
Nel caso di tre uscite avremo, quindi, minimo 49 e fino a 65 chilometri.
Se aggiungiamo un quarto allenamento breve di circa 10-12 chilometri, avremo 59-77 chilometri in tabella.
Dopo questi rapidi (e forse superficiali) calcoli, possiamo capire che se vogliamo preparare una maratona dovremo correre almeno 50 chilometri a settimana circa.
Se poi invece volessimo anche parlare di prestazioni, il quinto allenamento settimanale può diventare importante e i volumi possono arrivare a 90-100 chilometri.
Nei professionisti si parla di chilometraggi raddoppiati, ma diventerebbe difficile programmare la doppia uscita giornaliera in un quadro normale di vita di famiglia e lavorativa.