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Chi paga il centro estivo?

Sasha Battaglia
Sasha Battaglia
2025-10-10 02:43:56
Numero di risposte : 42
0
Il genitore collocatario pretende che la quota di iscrizione sia ripartita al 50% tra i genitori, ritenendola una spesa straordinaria che rientrerebbe nelle spese ludiche e sportive o, per altri, tra quelle socio-culturali. Alcuni Protocolli emanati dai Tribunali prevedono che il genitore collocatario possa iscrivere i figli alle attività senza consultare l’altro genitore, sul quale però grava l’ obbligo di sostenerne i costi. Le spese dei centri estivi non sono spese straordinarie, poiché sono prevedibili al momento della determinazione degli obblighi economici del genitore non collocatario e sono da considerare quindi spese ordinarie, quindi, coperte dall’assegno di mantenimento. In caso contrario, si può ricorrere – a proprie spese – ai centri estivi, se condivisi, e/o ai baby-sitter. I protocolli non considerano che alcuni genitori non possono sostenere le spese dei centri estivi e, se versano l’assegno di mantenimento, non possono pagare più volte per i propri figli, poiché il pasto è già incluso nell’assegno di mantenimento ordinario.
Donatella Costa
Donatella Costa
2025-09-30 16:23:33
Numero di risposte : 28
0
Il contributo riconosciuto dall’INPS copre in tutto o in parte le spese sostenute per la frequenza di un centro estivo diurno su tutto il territorio nazionale. Il Bonus centri estivi 2025 è riservato esclusivamente ai figli di dipendenti e pensionati della Pubblica Amministrazione iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali. Il bonus nazionale resta circoscritto ai soli dipendenti e pensionati pubblici, mentre altre fasce di popolazione devono affidarsi agli strumenti messi in campo dagli enti locali. L’importo massimo previsto è di 100 euro a settimana per un massimo di quattro settimane, per un totale di 400 euro per ogni figlio. Il rimborso viene erogato in un’unica soluzione entro il 31 dicembre 2025. La misura si basa sul valore dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) del nucleo familiare. Il Bonus centri estivi copre una serie di spese correlate alla frequenza, tra cui le attività ludico-ricreative e sportive, il vitto, le eventuali gite organizzate e le coperture assicurative obbligatorie. Il contributo è esteso non solo ai figli naturali, ma anche a quelli adottivi, orfani e ai minori in affidamento preadottivo, purché risultino nella Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) del richiedente. La domanda viene processata in automatico dall’INPS, che verifica i requisiti attraverso le proprie banche dati o enti convenzionati. Il centro estivo scelto deve essere gestito da un unico fornitore e deve rispettare specifici requisiti strutturali e organizzativi.

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Noemi Rossetti
Noemi Rossetti
2025-09-19 12:35:49
Numero di risposte : 30
0
Rientrano nell’ambito oggettivo di applicazione per cui danno diritto al contributo economico coloro che sostengono le rette per l’iscrizione ai centri estivi, ai servizi integrativi per l’infanzia di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, ai servizi socio-educativi territoriali, ai centri con funzione educativa e ricreativa e ai servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia. Nel caso di scelta del bonus per l’iscrizione al centro estivo o ai servizi integrativi per l’infanzia, il genitore richiedente dovrà allegare alla domanda di prestazione la documentazione attestante l’iscrizione ai suddetti centri e strutture che offrono servizi integrativi per l’infanzia, indicando i periodi di iscrizione del minore non oltre la data del 31 luglio, con un minimo di una settimana e l’importo della spesa da sostenere. Il bonus verrà corrisposto integralmente nel caso di prenotazione di tutte le settimane ricadenti nel periodo indicato, fermo restando la possibilità di presentare più domande per periodi diversi in caso di iscrizione successiva del bambino anche presso altra struttura. Pertanto, ad esempio, se il nucleo familiare non è già percettore di servizi di baby-sitting né di congedo Covid, potrà percepire la somma pari a 1.200 euro ovvero 2.000 euro, da utilizzare in quota parte per i servizi di baby-sitting e in parte per i servizi integrativi per l’infanzia nel periodo dal 5 marzo al 31 luglio. Nel caso di opzione per il bonus per i servizi integrativi per l’infanzia, la misura risulta incompatibile, negli stessi periodi, con la fruizione del bonus asilo nido di cui all’articolo 1, comma 355, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, come modificato dall’articolo 1, comma 343, della legge 27 dicembre 2019, n. 160.
Ivana Marchetti
Ivana Marchetti
2025-09-19 12:16:20
Numero di risposte : 20
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Il bonus centri estivi Inps 2024 consiste in un rimborso spese fino a 100 euro alla settimana, per un massimo di 4 settimane, anche non continuative. La somma spettante, potrà coprire le seguenti spese: Attività ludico-ricreative-sportive; Vitto; Gite; Copertura assicurativa; Altre attività. Isee fino a 8.000 euro: 100%; Isee da 8.000,01 a 24.000 euro: 95%; Isee da 24.000,01 a 32.000 euro: 90%; Isee da 32.000,01 a 56.000 euro: 85%; Isee oltre 56.000 euro (o in caso di mancata rilevazione di una DSU valida alla data di trasmissione della domanda di partecipazione): 80%. I giovani con disabilità grave o gravissima potranno beneficiare del contributo maggiorato del 50% per le spese di assistenza dedicata.

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Samira Romano
Samira Romano
2025-09-19 12:05:01
Numero di risposte : 22
0
Il bonus è in realtà un rimborso spese il cui importo varia in base alla soglia di reddito misurato attraverso l’indicatore ISEE. Il rimborso che si potrà ottenere è di massimo 100 euro a settimana ed è calcolato in percentuale in base all’ISEE del richiedente: fino a 8mila euro: rimborso del 100%; tra gli 8mila e i 24mila: rimborso del 95%; tra i 32mila e i 56mila euro: rimborso del 90%; oltre i 56mila euro: rimborso dell'85%. Questa ultima percentuale è valida anche per i richiedenti che non presentano la Dichiarazione unica sostitutiva (DSU). Il bonus copre le spese per le attività ludico-sportive, l’eventuale merenda e pranzo (vitto), le gite e l’assicurazione. Il governo ha stanziato il bonus per il centro estivo. Purtroppo, le spese per mandare i figli al centro estivo non potranno essere inserite nella dichiarazione dei redditi perché non sono detraibili.
Fulvio Esposito
Fulvio Esposito
2025-09-19 11:29:57
Numero di risposte : 26
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Il bonus infatti è riservato a dipendenti e pensionati della pubblica amministrazione iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali. Il contributo - precisa l’INPS - è riconosciuto in base al valore ISEE del nucleo familiare di appartenenza, in misura percentuale sull’importo più basso tra il contributo massimo erogabile, stabilito dal bando, e il costo settimanale del centro estivo. Il contributo copre le spese connesse alle attività ludico-ricreative e sportive previste, le spese di vitto (merende e pranzo), eventuali gite e quant’altro previsto nel programma, nonché le coperture assicurative. Vengono stabiliti anche precisi requisiti che il campus prescelto deve soddisfare. Il centro estivo deve essere organizzato da un unico fornitore, scelto da chi richiede la prestazione. Sarà poi L’INPS a verificare, in automatico, la presenza dei requisiti nelle proprie banche dati o presso gli enti convenzionati.

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Cesidia Fabbri
Cesidia Fabbri
2025-09-19 07:42:07
Numero di risposte : 30
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Il Protocollo di intesa del Tribunale di Brescia sul regime delle spese non comprese nell’assegno di mantenimento dei figli, ad esempio, fa rientrare le spese in oggetto tra le spese straordinarie che NON richiedono un preventivo accordo tra i genitori. Le spese concernenti i centri estivi sono indubbiamente spese straordinarie, pertanto divisibili tendenzialmente al 50 per cento tra i genitori, salvo diverso accordo o differente percentuale rinvenibile nella separazione omologata dal Giudice. Protocolli di altre città, invece, fanno distinzione tra grest pubblici e privati, imponendo la necessità del consenso dell’altro genitore unicamente per i secondi. Secondo alcuni Giudici per tali vacanze è necessario tuttavia il previo consenso alla partenza da parte di entrambi i genitori. In questo caso, però, tale vacanza deve essere nell’interesse del figlio e in linea con il tenore di vita della famiglia. Se il bambino va in vacanza con un genitore, magari per due settimane, il genitore obbligato all’assegno di mantenimento può sospenderlo. Anche in questo caso la risposta è negativa: l’assegno di mantenimento è comunque sempre dovuto.
Donato Villa
Donato Villa
2025-09-09 14:05:55
Numero di risposte : 30
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Il Bonus Centri Estivi consiste in un sussidio economico riconosciuto dall’INPS sotto forma di rimborso, con lo scopo di coprire in misura totale o parziale i costi per la frequenza di un centro estivo diurno che prevede lo svolgimento di attività educative, ludiche e ricreative. I percettori riceveranno un importo massimo di 100 euro a settimana, per un totale di 4 settimane, per ciascun figlio di età compresa tra i 3 e i 14 anni. La misura del beneficio varia a seconda dell’ISEE familiare, secondo i seguenti parametri: rimborso al 100% per chi ha un ISEE fino a 8.000 euro; rimborso al 95% per chi ha un ISEE fino a 24.000 euro; rimborso al 90% per chi ha un ISEE fino a 32.000 euro; rimborso all’85% per chi ha un ISEE fino a 56.000 euro; rimborso all’80% per chi ha un ISEE superiore a 56.000 euro. L’agevolazione, però, non è rivolta a tutti ma solo ai figli, orfani o equiparati, di dipendenti o pensionati della Pubblica Amministrazione iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali oppure alla Gestione Dipendenti Pubblici dell’INPS. I rimborsi verranno disposti solo fino a esaurimento delle finanze disponibili, entro un massimo di 3.000 contributi.

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Carmine Grassi
Carmine Grassi
2025-08-30 23:10:06
Numero di risposte : 35
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Tutti i genitori possono usare la detrazione IRPEF del 19% per i figli a carico. Il bando INPS, invece, è solo per figli di lavoratori pubblici o pensionati iscritti a INPS. Questo bando ti può dare un contributo fino a 600 euro per 8 giorni o 1.000 euro per 15 giorni di soggiorno estivo. Per esempio, se l’INPS ti ha dato 1.000 euro e tu hai speso esattamente 1.000 euro, non puoi detrarre nulla. Ma se hai speso di più, puoi detrarre la parte che è rimasta a tuo carico. Caso Spesa totale Contributo dal Bando INPS Quota a tuo carico Puoi detrarre? 1. Il contributo INPS copre tutto € 1.000 € 1.000 € 0 No, non hai speso nulla tu 2. Il contributo INPS copre solo una parte € 1.500 € 1.000 € 500 Sì, su 500 euro se hai la fattura 3. Hai usato il contributo a luglio, ma paghi un altro centro ad agosto € 400 € 600 (luglio) € 400 (agosto) Sì, su 400 euro di agosto Non puoi usare più contributi INPS nello stesso periodo. Per esempio, non puoi prendere sia il contributo per Estate INPSieme sia quello per Centri Estivi Diurni se i giorni sono gli stessi. Puoi comunque detrarre le spese che restano a tuo carico. Questo significa che se il bando ti ha coperto il centro estivo di giugno, puoi detrarre le spese di un altro centro a luglio o agosto. Basta che ci siano le ricevute e che quel centro abbia le caratteristiche giuste.
Joshua Valentini
Joshua Valentini
2025-08-23 22:30:58
Numero di risposte : 32
0
I genitori separati che ne hanno la possibilità economica, optano spesso per i centri estivi organizzati nei pressi degli istituti scolastici, che hanno in genere anche un orario simile a quello scolastico. Il servizio, tuttavia, è privato e quindi soggetto al pagamento di una retta mensile salata. Questa spesa è ricompresa nell’assegno di mantenimento? Il centro estivo è una spesa straordinaria. Nei protocolli d’intesa dei tribunali italiani, i centri estivi sono in genere espressamente menzionati e rientrano regolarmente fra le spese straordinarie. La natura straordinaria della spesa è determinata sia dall’importo, piuttosto elevato e variabile di anno in anno, sia dal fatto che l’assegno di mantenimento copre esclusivamente le spese di routine. Inoltre, i centri estivi rientrano fra le spese ludiche e sportive, che i genitori sono tenuti a pagare al 50%.
Renata Amato
Renata Amato
2025-08-20 02:04:04
Numero di risposte : 34
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Nella maggior parte dei casi, la spesa per i centri estivi deve essere suddivisa equamente tra i genitori, ciascuno dei quali è tenuto a pagare una parte, salvo accordi diversi. La decisione di iscrivere il bambino a un centro estivo e la divisione dei costi dovrebbe essere presa di comune accordo tra i genitori. Entrambi devono essere d’accordo sulla scelta della struttura e sulla ripartizione delle spese. Se il centro estivo è considerato una spesa straordinaria, non è coperto dall’assegno di mantenimento. In questo caso, i genitori dovranno contribuire equamente, salvo che non vi siano patti diversi. I tribunali italiani stabiliscono esplicitamente che le spese per i centri estivi rientrano fra le spese straordinarie e devono essere ripartite tra i genitori. Il giudice prenderà in considerazione vari fattori, come le necessità del bambino, le capacità economiche di ciascun genitore, e gli eventuali accordi già presi in fase di separazione.
Isabel Vitale
Isabel Vitale
2025-08-12 03:21:12
Numero di risposte : 29
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Il bonus centri estivi 2025 è un contributo totale o parziale a copertura del costo sostenuto per la partecipazione a un campo estivo in Italia dei ragazzi tra i 3 e i 14 anni, nel periodo di tempo che va da giugno a settembre. Il contributo è destinato ai figli o orfani ed equiparati di dipendenti o pensionati della pubblica amministrazione, iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali. Il contributo è riconosciuto in base al valore Isee del nucleo familiare di appartenenza, in misura percentuale sull’importo più basso tra il contributo massimo erogabile, stabilito dal bando, e il costo settimanale del centro estivo. I giovani con disabilità grave o gravissima potranno beneficiare del contributo maggiorato del 50% per le spese dell’assistenza dedicata. L’importo verrà scalato secondo le seguenti modalità: fino a 8 mila euro si prevede un rimborso del 100%; fino a 24 mila euro del 95%; fino a 32 mila euro del 90%; fino a 56 mila euro dell’85%; oltre i 56 mila euro oppure senza ISEE dell’80%. Il contributo copre le: spese connesse alle attività ludico-ricreative e sportive previste; spese di vitto (merende e pranzo); eventuali gite e quant’altro previsto nel programma; coperture assicurative.
Ciro Marini
Ciro Marini
2025-08-08 23:39:40
Numero di risposte : 31
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I centri estivi sono pagati dal genitore, collocatario o no, che personalmente li richiede per quando i figli sono con lui durante le ferie estive. L’ente pubblico chiede l’Isee per calcolare la retta da pagare all’atto dell’iscrizione al centro. In alcuni casi di criticità economica della famiglia, con sempre maggior frequenza, l’ente locale crea uno specifico fondo per pagare la quota di iscrizione, in parte o totalmente. Le difficoltà emergono sui costi da sostenere, poiché il genitore collocatario pretende, quasi sempre, che le rette dei centri estivi rientrino tra le spese straordinarie e, di conseguenza, vengano ripartite al 50%. I figli di genitori non più conviventi hanno bisogno di educatori professionali, preparati, ma non improvvisati, che tali restano anche se frequentano predisposti corsi farsa.
Giacobbe Mariani
Giacobbe Mariani
2025-07-27 05:55:29
Numero di risposte : 28
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I centri estivi non sono una spesa straordinaria. Le spese dei centri estivi non sono spese straordinarie, poiché sono prevedibili al momento della determinazione degli obblighi economici del genitore non collocatario/affidatario e sono da considerare spese ordinarie e, quindi, coperte dall’assegno di mantenimento. Una eventuale iscrizione a queste strutture rientra tra le spese ordinarie coperte dall’assegno di mantenimento, mentre prima era coperto dall’ANF percepito dal genitore con cui abitano i minori e, oggi, dall’A.u.u. (assegno universale unico), ripartito al 50% tra i due genitori non più conviventi. I protocolli non considerano che alcuni genitori non possono sostenere le spese dei centri estivi e, se versano l’assegno di mantenimento, non possono pagare due volte per i propri figli, poiché il pasto è già incluso nell’assegno di mantenimento ordinario. Il genitore collocatario pretende che la quota di iscrizione sia ripartita al 50% tra i due genitori, ritenendola una spesa straordinaria che rientrerebbe nelle spese ludiche e sportive o, per altri, tra quelle socio-culturali. Per ritenerle spese eccezionali occorre il consenso di ambedue i genitori e non le discutibili “imposizioni” di protocolli, alcuni dei quali non consentono il preventivo consenso di ambedue i genitori. Assurdo è, come prevede il protocollo del tribunale di Milano e di altre città, che il collocatario/affidatario possa iscrivere i figli a queste attività senza consultare l’altro genitore, obbligato, però, a sostenerne i costi. Le ferie scolastiche estive, come quelle natalizie, pasquali e la settimana invernale, vanno gestite dai due genitori ognuno per il periodo di sua pertinenza, come stabilito dal tribunale, e ciascun genitore potrebbe tenere i figli, se libero da lavoro, non solo nei tempi di sua spettanza, ma anche in quelli esclusivi dell’altro genitore. Se viene meno la loro disponibilità, si può far ricorso ai nonni, se efficienti, e/o all’ambito familiare, parentale ed anche amicale. In caso contrario, si può ricorrere - a proprie spese - ai centri estivi, se condivisi, e/o ai baby-sitter.
Silverio Mazza
Silverio Mazza
2025-07-19 11:45:32
Numero di risposte : 24
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Ai vincitori viene riconosciuto un contributo a totale o parziale copertura del costo sostenuto per la partecipazione al centro estivo. Il contributo è riconosciuto in base al valore ISEE del nucleo familiare di appartenenza, in misura percentuale sull’importo più basso tra il contributo massimo erogabile, stabilito dal bando, e il costo settimanale del centro estivo. Il contributo copre le: spese connesse alle attività ludico-ricreative e sportive previste; spese di vitto (merende e pranzo); eventuali gite e quant’altro previsto nel programma; coperture assicurative. L’Istituto, attraverso il bando di concorso Centri estivi, riconosce un contributo, a copertura totale o parziale, delle spese sostenute per la frequenza di un centro estivo diurno in Italia da giugno a settembre.