L’OIT prevede l’ingestione quotidiana di un allergene, generalmente contenuto all’interno di un veicolo alimentare.
I protocolli non sono univoci, possono prevedere un incremento rapido o lento della dose, fino a raggiungere una dose di mantenimento quotidiana compresa tra 300 e 4000 mg di proteine.
Le linee guida EAACI consigliano di considerare l’impiego dell’OIT per le forme persistenti di allergia alimentare al latte, all’uovo e all’arachide nei bambini a partire dall’età di 4-5 anni.
I trial condotti hanno evidenziato che la maggior parte dei soggetti trattati raggiunge la desensibilizzazione, mentre la tolleranza o “post desensitization effectiveness”, ossia la possibilità di assumere l’alimento senza presentare reazioni avverse, dopo un periodo in cui il soggetto non sia stato esposto all’allergene, è meno comune.
L’OIT è associata ad alte percentuali di reazioni avverse, la maggior parte delle quali sono lievi; il sintomo più comunemente riportato è il dolore addominale.
L’EPIT prevede l’applicazione di un piccolo patch sulla cute che rilascia l’allergene e viene sostituito circa ogni 24 h.
Il patch può contenere 50-500 mg di proteine alimentari.
L’EPIT è stata studiata per il trattamento delle allergie al latte e alle arachidi, si è dimostrata in grado di incrementare la dose soglia scatenante una reazione avversa, soprattutto nei bambini più piccoli, ma con efficacia più modesta rispetto all’OIT e alla SLIT.
Il trattamento anti-IgE è stato studiato per la prima volta come potenziale terapia per l’allergia alimentare impiegando una molecola simile (TNX-901) in grado di ridurre le reazioni avverse dose-correlate all’arachide.
Recenti evidenze scientifiche hanno dimostrato che il trattamento concomitante con omalizumab durante la fase di escalation dell’OIT può favorire il rapido incremento della dose di proteine allergeniche e ridurre il rischio di reazioni avverse associate, anche in soggetti ad alto rischio.
ASP0892 (ARA LAMP Vax) è un vaccino multivalente (Ara h1, h2, h3) in cui il DNA codificante per gli allergeni è incluso in un vettore plasmidico che esprime sia gli epitopi allergenici che le proteine di membrana associate ai lisosomi (LAMP) per incrementarne l’immunogenicità.
È in corso uno studio per valutare il profilo di sicurezza e la tollerabilità del vaccino, che viene somministrato per via sottocutanea o intradermica in adulti con allergia all’arachide.
La ricerca nel campo della terapia per l’allergia alimentare è in rapida espansione, come testimoniato dai molteplici trial clinici in corso.
In ogni caso è sempre opportuno identificare i soggetti con una più alta probabilità di allergia persistente e selezionare la terapia più adatta.
Ad oggi L’OIT ha mostrato i risultati più promettenti in termini di efficacia e possibilità di incrementare la dose soglia, tuttavia possiede la più alta percentuale di reazioni avverse.