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Come guarire dall'allergia alimentare?

Fausto De Santis
Fausto De Santis
2025-10-26 06:33:54
Numero di risposte : 31
0
L’OIT prevede l’ingestione quotidiana di un allergene, generalmente contenuto all’interno di un veicolo alimentare. I protocolli non sono univoci, possono prevedere un incremento rapido o lento della dose, fino a raggiungere una dose di mantenimento quotidiana compresa tra 300 e 4000 mg di proteine. Le linee guida EAACI consigliano di considerare l’impiego dell’OIT per le forme persistenti di allergia alimentare al latte, all’uovo e all’arachide nei bambini a partire dall’età di 4-5 anni. I trial condotti hanno evidenziato che la maggior parte dei soggetti trattati raggiunge la desensibilizzazione, mentre la tolleranza o “post desensitization effectiveness”, ossia la possibilità di assumere l’alimento senza presentare reazioni avverse, dopo un periodo in cui il soggetto non sia stato esposto all’allergene, è meno comune. L’OIT è associata ad alte percentuali di reazioni avverse, la maggior parte delle quali sono lievi; il sintomo più comunemente riportato è il dolore addominale. L’EPIT prevede l’applicazione di un piccolo patch sulla cute che rilascia l’allergene e viene sostituito circa ogni 24 h. Il patch può contenere 50-500 mg di proteine alimentari. L’EPIT è stata studiata per il trattamento delle allergie al latte e alle arachidi, si è dimostrata in grado di incrementare la dose soglia scatenante una reazione avversa, soprattutto nei bambini più piccoli, ma con efficacia più modesta rispetto all’OIT e alla SLIT. Il trattamento anti-IgE è stato studiato per la prima volta come potenziale terapia per l’allergia alimentare impiegando una molecola simile (TNX-901) in grado di ridurre le reazioni avverse dose-correlate all’arachide. Recenti evidenze scientifiche hanno dimostrato che il trattamento concomitante con omalizumab durante la fase di escalation dell’OIT può favorire il rapido incremento della dose di proteine allergeniche e ridurre il rischio di reazioni avverse associate, anche in soggetti ad alto rischio. ASP0892 (ARA LAMP Vax) è un vaccino multivalente (Ara h1, h2, h3) in cui il DNA codificante per gli allergeni è incluso in un vettore plasmidico che esprime sia gli epitopi allergenici che le proteine di membrana associate ai lisosomi (LAMP) per incrementarne l’immunogenicità. È in corso uno studio per valutare il profilo di sicurezza e la tollerabilità del vaccino, che viene somministrato per via sottocutanea o intradermica in adulti con allergia all’arachide. La ricerca nel campo della terapia per l’allergia alimentare è in rapida espansione, come testimoniato dai molteplici trial clinici in corso. In ogni caso è sempre opportuno identificare i soggetti con una più alta probabilità di allergia persistente e selezionare la terapia più adatta. Ad oggi L’OIT ha mostrato i risultati più promettenti in termini di efficacia e possibilità di incrementare la dose soglia, tuttavia possiede la più alta percentuale di reazioni avverse.
Gianmarco Longo
Gianmarco Longo
2025-10-15 12:15:22
Numero di risposte : 28
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Il trattamento di prima linea e' evitare l'ingestione degli alimenti che causano allergia. Dopo la visita con il proprio allergologo e dopo aver scoperto quali alimenti causano allergia, e' molto importante escludere tali alimenti dalla dieta. Se il paziente e' un bambino piccolo allattato al seno, anche la madre dovrà escludere dalla dieta gli alimenti incriminati, in quanto le proteine possono passare nel latte materno e dare sintomi allergici. È inoltre importante integrare la dieta del paziente allergico con vitamine e minerali. Per i pazienti che presentano gravi reazioni dopo l'ingestione di cibo, potrebbe essere opportuno prescrivere un kit di emergenza che contenga adrenalina autoiniettabile. Consultare uno specialista allergologo che potra' formulare una corretta diagnosi e prescrivere una terapia mirata al problema ed individualizzata in base ai sintomi specifici del paziente.

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Lidia Pellegrini
Lidia Pellegrini
2025-10-15 09:20:02
Numero di risposte : 34
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L’unico strumento attualmente valido e risolutivo è dato dall’evitare tutti gli alimenti che determinano l’intolleranza stessa. Affinché il corpo risulti completamente privo dell’alimento che ha determinato l’intolleranza, devono trascorrere necessariamente tra i 6 e i 9 mesi al massimo. Un accorgimento utile può essere il mantenimento di una buona soglia di idratazione, che prevede l’assunzione quotidiana di circa 2 litri d’acqua. Anche l’evitare cibi fritti e cibi pesanti, come ad esempio gli insaccati, facilita la disintossicazione.
Tommaso Sartori
Tommaso Sartori
2025-10-15 08:36:08
Numero di risposte : 26
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Non esiste una cura per le allergie alimentari ma in alcuni casi l'allergia si risolve da sola. Quando interessa i bambini nell'età dello sviluppo, ciò avviene con la crescita. Il medico potrebbe prescrivere degli antistaminici per allergie di lieve entità o iniezioni di adrenalina per reazioni allergiche gravi.

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