Le papille gustative sono, quindi, la via d’accesso del senso del gusto e, normalmente, la loro presenza, così come il loro lavoro, non viene nemmeno percepito, a meno che non si verifichi un’ageusia ovvero la perdita del gusto che è diventata uno dei sintomi chiave nelle prime ondate di Covid-19.
Le possibili cause del gonfiore della lingua sono moltissime e alcune di legano proprio a quando portiamo un cibo alla bocca.
Pensate in questo senso alla lingua a carta geografica, conosciuta scientificamente come glossite migratoria benigna, o glossite areata migrante.
Si tratta di un fenomeno molto diffuso, con la lingua (e le papille soprastanti), che si presenta con chiazze prive di papille, cui si può aggiungere il gonfiore nell’area circostante.
A volte, poi, anche le micosi possono entrare in gioco in questo fenomeno.
Capita, ad esempio, in caso di infezione da candida albicans che interessa la lingua.
Ancora: le afte sulla lingua creano lesioni che determinano l’infiammazione dell’area circostante che può anche gonfiare leggermente, in risposta al fenomeno infiammatorio.
Ci sono infine situazioni in cui il l’ingrossarsi delle papille gustative è la risposta ad un’allergia, magari a un farmaco o a un alimento.
In pochi minuti la lingua in certe aree si arrossa e tende ad aumentare di volume, con sensazione di fastidio.