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Cosa si intende per sport inclusivo?

Primo Silvestri
Primo Silvestri
2025-08-14 13:50:01
Numero di risposte : 20
0
Un tale modo di concepire la pratica sportiva si preoccupa di promuovere sia l’inclusione allo sport, sia l’inclusione attraverso lo sport. Un conto, infatti, è il diritto allo sport, ovvero la necessità di garantire a tutti la possibilità di accedere all’esperienza sportiva, rimuovendo le barriere economiche e logistiche che impediscono di seguire le proprie inclinazioni sportive. Altra cosa è promuovere, grazie allo strumento dell’attività sportiva, processi di coinvolgimento di fasce di popolazione a rischio di esclusione. L’attività sportiva, soprattutto quella giovanile, può favorire i rapporti tra coetanei, cementare dinamiche comunitarie, favorire il senso di appartenenza e il senso di corresponsabilità. Valori preziosi che favoriscono processi di cittadinanza attiva e che, non a caso, giustificano gli importanti sforzi economici compiuti dalle diverse amministrazioni pubbliche.
Lia Grasso
Lia Grasso
2025-08-09 15:02:14
Numero di risposte : 25
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Lo sport è uno strumento importante di inclusione e coesione sociale. Oggi c’è ancora bisogno della parola “inclusione” per specificare ciò che facciamo, ma sarebbe più corretto parlare di neuro diversità: siamo tutti diversi, abbiamo funzionamenti diversi, e questo ci rende unici. Parlare di inclusione è ancora necessario per veicolare il giusto messaggio, ma quando potremo finalmente farne a meno, sarà una vittoria per tutti. Le tre fasi dell’inclusione sociale attraverso lo sport sono: Inserimento Integrazione Inclusione Queste tre azioni vanno di pari passo con altrettanti step, ugualmente importanti: Intervento individuale: si prende in carico un bambino, ci si conosce, si cerca di capire le sue esigenze e si lavora di conseguenza. Il nostro obiettivo è quello di creare i presupposti perché il bambino sia abile nello svolgere l’attività proposta. Piccolo gruppo: il luogo protetto in cui i bambini con difficoltà mettono in atto ciò che hanno imparato nella prima fase, insieme agli altri. Si promuovono giochi di collaborazione e attività motoria all’interno di un piccolo gruppo. Inserimento nel gruppo allargato: questo step prevede lo svolgimento dell’attività insieme ai coetanei, che siano a sviluppo tipico o meno. E quando inclusivo, lo sport è l’antidoto più forte che abbiamo a disposizione per vincere qualsiasi tipo di discriminazione.

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Sirio Fabbri
Sirio Fabbri
2025-07-31 09:22:11
Numero di risposte : 29
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Lo sport inclusivo non nasce come una sostituzione degli sport speciali per soli disabili, ma nasce come un’opzione, in cui il disabile è libero di scegliere se praticare l’uno o l’altro. L’inclusione però, non è solo accogliere tutti, ma anche costruire dei percorsi che valorizzano tutti. Non si tratta di mettere tutti dentro e basta, perché i disabili potrebbero essere esclusi da dentro, ad esempio: Questo si chiama rischio della normalizzazione, cioè chi si avvicina alla norma viene valorizzato, mentre i deboli vengono schiacciati. L’altro rischio che potrebbe accadere è quello opposto, cioè dell’assistenzialismo, dove si valorizzano i più deboli e si trascurano i più bravi, i quali non possono giocare al massimo delle loro possibilità perché devono assistere i più deboli. È necessario organizzare l’attività per far sì che sia i disabili sia i normodotati possano contare gli uni per gli altri; non è solo stare tra gli altri, ma è anche fare con gli altri e contare per gli altri. Includere nelle attività sportive dei normodotati, anche persone disabili, è una chiave di successo a livello metodologico e didattico per poter offrire un intervento valido per un pubblico più ampio. Un esempio di sport inclusivo è il People Olympics, il Baskin e il Rafroball. L’inclusione è cercare qualcosa che rispetti la dignità e valorizzi le capacità di tutti: sia disabili che normodotati. Diversificando i ruoli, cioè attribuire i ruoli adatti alle capacità reali di ciascuno; Modificando le regole di uno sport già esistente oppure inventare uno sport completamente nuovo. Cambiare la regola è necessario per rendere il livello dei giocatori equo e il gioco accessibile a tutti. L’inclusione nello sport: l’esempio del Baskin Il Baskin trae origine dal basket e ne mantiene lo scopo del gioco, cioè segnare più canestri della squadra avversaria. Ogni squadra è composta sia da giocatori disabili che non disabili, ciascuno dei quali è portato ad esprimersi al massimo delle sue capacità insieme ai compagni. Possono partecipare sia persone con disabilità mentali, sia persone con disabilità fisiche, sia persone senza nessun tipo di disabilità. Le squadre sono miste anche dal punto di vista del sesso e dell’età. Tutto ciò è possibile grazie ad un ingegnoso sistema di regole, pensato per adattarsi ai giocatori. Il ruolo è assegnato in base alle capacità personali e ciò permette ad ognuno di esprimere il meglio di sé garantendo di poter essere determinante per il risultato finale. Esistono cinque ruoli di gioco: il ruolo 5 è un soggetto con ottime capacità motorie; il ruolo 4 è un soggetto con buone capacità motorie, che non ha familiarità con la pallacanestro, può essere sia normodotato che disabile; il ruolo 3 è un soggetto con alcune difficoltà motorie che comunque gli consentono di correre lungo il campo fermando il palleggio, di gestire i passaggi e il tiro, per esempio può avere una menomazione fisica o la sindrome di down; i ruoli 1 e 2 infine sono i pivot, sostano nell’area laterale e attendono che un compagno di squadra riesca a superare la difesa avversaria ed entrare nell’area per portargli la palla. A questo punto il gioco si ferma e il pivot tira al canestro laterale. Il pivot ha ridotte capacità motorie, per esempio può avere una disabilità che lo vincola a stare seduto, o potrebbe essere un soggetto autistico con difficoltà a gestire le dinamiche in campo.
Kayla Montanari
Kayla Montanari
2025-07-31 08:34:09
Numero di risposte : 30
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Lo sport è molto più di un’attività fisica: è un potente strumento di integrazione sociale, crescita personale e benessere psicofisico. Per le persone con disabilità, rappresenta una straordinaria opportunità di superare barriere, sviluppare competenze e sentirsi parte di una comunità. Da qui l’importanza di diffondere modelli di sport inclusivo, capaci di coinvolgere attivamente le persone con fragilità e di promuovere la loro partecipazione. La creazione di centri sportivi inclusivi, l'investimento in impianti accessibili e la formazione di istruttori capaci di lavorare con atleti con disabilità sono alcune delle soluzioni pratiche per lo sport inclusivo nei terriri. Inoltre, programmi di sport adattato, come attività su misura per diverse esigenze, dalle discipline individuali a quelle di squadra, possono favorire l’educazione sportiva inclusiva già nei primi anni di vita.

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