Di fronte a un problema, non fissiamoci su un pensiero convergente, che preveda solo un’unica soluzione, ma coltiviamo il pensiero divergente, che prefigura diverse soluzioni.
Chiediamoci, per esempio: quali modi diversi potrebbero esserci per affrontare questa situazione? Come la si risolverebbe tra cent’anni? Se fossi più giovane o più anziano, come mi comporterei?
Troviamo nuovi utilizzi per vecchi oggetti: una bottiglia vuota che cosa potrebbe diventare?
Invece di concentrarci solo su idee che reputiamo appurate e corrette, consideriamo un numero maggiore di proposte e ipotesi, concedendoci di sperimentare la quantità e non solo la qualità.
Rinunciando a selezionare sempre le stesse e sicure opzioni, abbracceremo la possibilità di fare qualcosa per la prima volta: possiamo assaggiare un piatto nuovo, leggere un libro di un genere diverso, scoprire nuovi posti, musiche e culture.
Liberiamoci dalla paura del giudizio altrui, ma sperimentiamo nuove soluzioni seguendo la nostra intuizione e curiosità, senza cercare necessariamente l’approvazione degli altri, ma nel piacere dell’esplorazione.
Con piccoli esercizi quotidiani, sperimenteremo sempre di più la gioia e il divertimento di un approccio più creativo alla vita perché, in fondo, come diceva Einstein, la creatività non è altro che un’intelligenza che si diverte.