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Cosa rallenta la sclerosi multipla?

Assia D'angelo
Assia D'angelo
2025-11-19 04:13:12
Numero di risposte : 23
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Iniziare la terapia il più precocemente possibile porta ad un rallentamento della progressione della disabilità. Una diagnosi precoce può permettere di iniziare tempestivamente un trattamento efficace contro la SM, con la possibilità di prevenire la comparsa di nuovi disturbi clinici e limitare fenomeni quali la demielinizzazione e la perdita neuro-assonale che sono alla base della progressione di disabilità nelle persone con SM. Tutto questo, ovviamente, è reso possibile dalla ricerca scientifica che sta facendo passi da gigante nella comprensione della fisiopatologia, nella diagnosi e nel trattamento della SM. Per migliorare il percorso terapeutico di ciascun paziente è certamente necessario sensibilizzare tutte le figure coinvolte nel sistema circa la rilevanza di un trattamento precoce e efficace della SM e creare una integrazione e connessione fra i vari specialisti, le varie strutture, i servizi per permettere la migliore presa in carico possibile di una malattia cronica complessa come la SM e di progettare dei percorsi salute per la gestione a 360 gradi di tutti gli aspetti della malattia.
Monia Colombo
Monia Colombo
2025-11-09 11:21:06
Numero di risposte : 36
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I livelli di vitamina D nel sangue sono correlati alla progressione e ai sintomi della malattia. La vitamina D può ridurre i sintomi della sclerosi multipla e rallentare la progressione dei danni al sistema nervoso. I pazienti con sclerosi multipla in fase iniziale e con livelli adeguati di Vitamina D mostravano un tasso inferiore del 57% di sviluppare nuove lesioni cerebrali e un tasso di recidiva inferiore del 57%, rispetto a quelli con bassi livelli di vitamina D. Alte concentrazioni della molecola erano associate a una riduzione annua dello 0,41% della perdita di volume cerebrale, un importante indicatore di disabilità, e a una riduzione del volume delle lesioni del cervello. Sembra che i benefici della vitamina D siano additivi a quelli dell’interferone beta-1b, e che essa abbia un forte effetto protettivo sui processi alla base della sclerosi multipla .

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Gerardo Guerra
Gerardo Guerra
2025-10-31 16:46:57
Numero di risposte : 32
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Maggior è la quantità della proteina IL-9 nel liquido cerebrospinale e più lento è il decorso della malattia. Viceversa se la sua presenza è ridotta aumenta l’infiammazione caratteristica della sclerosi multipla. Un gruppo di ricercatori italiani ha individuato una nuova proteina prodotta dall’organismo, chiamata IL-9, in grado di rallentare la progressione della sclerosi multipla. Quanto più è presente nel liquido cerebrospinale e tanto più lento sarebbe il decorso della malattia. Infatti, l’infiammazione è collegata alla mancanza di questa proteina: i ricercatori hanno scoperto che attraverso la produzione della IL-9, i linfociti ‘produttori’ Th9 frenano e inibiscono contemporaneamente l’attivazione di altri linfociti, chiamati Th17, che invece sono in grado di generare la forte infiammazione associata alla patologia. Insomma, un po’ come un ‘mediatore biologico’, la presenza di questa proteina sarebbe importante per di frenare e combattere l’infiammazione.
Elio Vitale
Elio Vitale
2025-10-31 13:53:56
Numero di risposte : 36
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Una dieta ipercalorica può inibire il corretto funzionamento delle cellule che normalmente proteggono da questa patologia neurodegenerativa. I valori di leptina si innalzano soprattutto a causa di un consumo abbondante di grassi animali e zuccheri. Elevati livelli di leptina, un ormone prodotto dal tessuto adiposo per regolare il dispendio energetico e il senso di sazietà, possono ridurre la capacità delle cellule T regolatorie di tenere a bada la proliferazione delle cellule T autoreattive. Inoltre, la leptina è presente maggiormente nelle persone con sclerosi multipla piuttosto che in quelle sane. L'obiettivo è studiare l'impatto della restrizione calorica sul sistema immunitario e sulla malattia.

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