La pressione arteriosa è una grandezza variabile.
Questo significa che non è mai stabile, ma che può fluttuare anche nell’arco di pochi minuti sotto l’influenza di possibili fattori, quali ad esempio diversi stimoli ambientali, dalla dieta alle bevande contenenti sostanze stimolanti ad esempio caffeina e alcool, a fattori emotivo-tensivi come lo stress, senza dimenticare l’attività fisica, il fumo di sigarette, alterazioni del respiro nel sonno e così via.
Il motivo per cui la pressione può essere ben controllata in alcune ore e meno in altre nonostante l’azione del farmaco, dipende anche in questo caso da diversi fattori.
Tra questi una modifica delle condizioni ambientali, tipicamente una occasione di tensione che può avere favorito l’innalzamento dei valori pressori, ma anche la prescrizione di una terapia che non copre bene l’itero periodo di 24 ore, cosa che richiederebbe una rimodulazione adeguata delle prescrizioni terapeutiche.
Per essere sicuri che gli sbalzi pressori non siano dovuti a un fatto occasionale, e per confermarne la riproducibilità, il consiglio è di eseguire un monitoraggio della pressione arteriosa nelle 24 ore, e di ripeterlo, qualora fosse già stato fatto, così da potere confermare che questi episodi siano caratteristici e non saltuari.
Successivamente, sulla base dell’analisi del profilo pressorio delle 24 ore, il medico di riferimento potrà decidere se e come eventualmente rimodulare la terapia; ad esempio aggiungendo o togliendo un farmaco, oppure cambiando semplicemente la dose o l’ora di somministrazione del farmaco in funzione della necessità.