La velocità alla quale si passa dal tratto rettilineo a quello curvilineo è la velocità di deflessione, ed è considerata la velocità della soglia anaerobica.
A volte è da considerare il fatto che non sempre il grafico presenta questa netta separazione, tra linearità della retta e curva di deflessione.
Quindi è opportuno avere altri parametri, come la velocità media mantenuta dal soggetto per le gare di 10km, perché la soglia anaerobica si dice che corrisponda alla velocità media mantenuta per un’ora di corsa in condizioni agonistiche.
Oppure si può prendere una valutazione empirica in quanto la soglia anaerobica di trova fra 10/15bpm al di sotto della frequenza cardiaca massima del soggetto dipende dalla propria condizione fisica e grado di preparazione.
Per analizzare i risultati del test Conconi è opportuno evidenziare i dati della frequenza cardiaca e della velocità di corsa in un grafico, ove in ordinata c’è la frequenza cardiaca e in ascisse la velocità di corsa.
Nel grafico si può osservare come all’inizio l’insieme dei punti ha un andamento rettilineo, cioè la frequenza cardiaca cresce linearmente con l’aumento della velocità.
Man mano che si procede con il test la linearità cessa e si ha una deflessione, la frequenza cardiaca aumenta in misura più ridotta di quanto accadeva in precedenza.
Quello che voi vedete è un test conconi effettuato da me in una preparazione, il grafico evidenzia come la frequenza cardiaca aumenta in maniera lineare fino a una determinata velocità, poi man mano la curva si sposta a destra, sintomo di accumulo di acido lattico.
Quindi basta scaricare il file sul computer per avere il grafico del test conconi, ma successivamente c’è bisogno dell’analisi tecnica dei risultati per valutare attentamente qual è il punto di deflessione.