L'invecchiamento, quindi, non è solo una questione di tempo che passa, ma un processo biologico attivo e regolato.
Per secoli lo abbiamo considerato inevitabile.
Oggi, però, sappiamo che l’invecchiamento è regolato da circuiti molecolari ben definiti, il che significa che possiamo studiarlo, comprenderlo e persino modularlo.
In altre parole, invecchiare non è solo un processo entropico di deterioramento, ma un fenomeno che può essere rallentato o persino contrastato attraverso interventi mirati guidati dalla conoscenza scientifica.
La scoperta che ha segnato una svolta in questo campo è arrivata decenni fa da un piccolo verme dalla forma particolarmente stilosa e per questo chiamato Caenorhabditis elegans: una semplice mutazione genetica è stata sufficiente a raddoppiare la sua aspettativa di vita.
Nel nostro laboratorio abbiamo sviluppato una tecnologia basata su Rna in grado di inibire il segnale di allarme molecolare che, partendo dai telomeri danneggiati, induce l’invecchiamento cellulare.
Abbiamo testato questi farmaci su modelli di malattie legate all’invecchiamento con risultati molto promettenti.
Una delle nostre prime applicazioni riguarda la fibrosi polmonare, per la quale abbiamo già dimostrato efficacia in modelli preclinici animali.